Confidarsi

Capacità di comunicazione

Con amiche e amici, con la famiglia o con persone che non conosciamo: Lo stare insieme funziona solo se si parla con gli altri. Ma come si fa all’inizio? Quando arriviamo in un nuovo gruppo, per esempio in una nuova società sportiva, per la maggior parte di noi è lo stesso. All’inizio siamo cauti. Vogliamo osservare come si comportano gli altri e non fare errori. Ma spesso c'è ritrosia. Chi supera per primo la timidezza e comincia a parlare, rompe il ghiaccio. Se non si fa conversazione, non si impara a conoscersi. Il silenzio porta a valutazioni errate da entrambe le parti. Il dialogo è la chiave. Così si ottiene fiducia reciproca, che si trasmette. Poi mi basta lo sguardo dell’altra persona per sapere che posso giocare la palla. E il gioco di squadra migliora notevolmente.

Anche con persone vicine è importante evitare fraintendimenti. Nella cerchia familiare e degli amici, per esempio. Esprimi amichevolmente ciò che pensi, quel che ti piace o quello che ti disturba. Se ti irriti veramente non porta a nulla offendersi subito o essere arrabbiati. Sarebbe meglio cercare la prima volta di capire la situazione, senza necessariamente parlare di ogni sensazione che hai avuto. Poi puoi esprimere quali sensazioni che hai provato e cosa vorresti. Magari accompagnando questo desiderio con un per favore. Ad esempio: «Quando ho capito che nello scorso week end avete fatto un giro in canoa senza di me, mi sono arrabbiato, perché per me è importante trascorrere con voi il mio tempo libero. Mi piacerebbe che chiedeste anche a me, la prossima volta.» In questo modo eviti di arrivare subito al conflitto.

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